Dal ’600 al ’300 – stesso autore, nuova epoca
Chi mi segue sa che negli ultimi anni ho dedicato gran parte del mio lavoro alla collana Intrighi e delitti nel ’600 Napoletano. Tre romanzi – Il Tesoro della Certosa, Alla Corte di Masaniello e Codice d’Onore – già pubblicati su Amazon hanno fatto rivivere un secolo straordinario, pieno di rivolte, misteri e personaggi che hanno segnato la storia della nostra città.
Quella collana non si ferma qui: un quarto volume è già in cantiere, pronto a proseguire il viaggio tra le strade e i vicoli di Napoli barocca. Ma, nel frattempo, ho deciso di spingermi ancora più indietro nel tempo.
Perché?

Perché la mia città natale, Napoli, ha un passato così ricco e complesso che ogni secolo nasconde trame, intrecci e figure capaci di parlare al presente. E il Trecento, con le sue lotte dinastiche, le guerre per il potere e le grandi personalità che lo hanno attraversato, è un terreno affascinante e ancora poco esplorato in narrativa.
Andando indietro, però, la sfida si fa più dura. Le fonti diventano più scarse, frammentarie, e la ricostruzione storica richiede pazienza, ricerca e un po’ di immaginazione per colmare i vuoti lasciati dalle cronache. È un lavoro che mi appassiona ancora di più: scavare tra documenti, cronisti medievali e testimonianze indirette, per riportare in vita non solo i fatti ma anche le atmosfere di un’epoca lontana.
Il progetto che sto portando avanti è una biografia romanzata di Ladislao d’Angiò Durazzo, re di Napoli alla fine del Trecento. Non sarà solo una cronaca di eventi, ma un viaggio dentro l’evoluzione dei personaggi: i loro dubbi, le loro ambizioni, le loro scelte. La Storia resta la bussola, le fonti il punto di riferimento, ma non mancherà quel pizzico di fantasia che serve a trasformare le cronache in racconto vivo.
In fondo, questo è ciò che mi spinge a scrivere: dare nuova voce a epoche diverse, ma sempre attraverso lo stesso filo conduttore: l’amore per la storia di Napoli.










Dal 15 al 19 maggio
Il Self Publishing al Salone: non più un’eccezione, ma una realtà



